L’ORIENTAMENTO TEORICO

L’Istituto è la sede di Torino del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale diretto dal prof. Luigi Cancrini. Il Centro Studi è stato fondato nei primi anni ’70 come primo centro di formazione dei terapeuti della famiglia in Italia (come riporta il libro di F.Bruni e P.G.Defilippi La tela di Penelope, con la prefazione di Matteo Selvini). Presso il Centro Studi si sono formati molti terapeuti e didatti attivi nel campo della terapia familiare in diverse parti d’Italia.
Il Centro Studi ha avuto sin dall’inizio regolari rapporti di scambio culturale e di ricerca con i più importanti Istituti di Terapia Sistemica americani ed europei: rapporti reciproci di collaborazione sono stati stabiliti in particolare con l’Ackerman Institute di New York, il Mental Research Institute di Palo Alto, la Child Guidance Clinic di Filadelfia, il Family Therapy Institute di Washington, la Società Argentina di Terapia Familiare di Buenos Aires, la Tavistok Clinic – Institute of Human Relation di Londra, il Cerfasy (Centre de Recherche Familiale et Systemique) di Neuchatel, il Ceras (Centre Etude et de Recherche sur l’Appriche Systemique) di Grenoble, il Ceccof di Parigi, il Crisol – Centro Studi Specialistici di Terapia Familiare – Città del Messico,, l’Institute d’Etudes et des Systèmes Humains di Bruxelles.
L’Istituto opera in questo quadro ispirandosi al filone di studi e di ricerca sistemico-relazionale che ha avuto come essenziali punti di riferimento concettuale, da un lato, la “teoria generale dei sistemi” di L. Von Bertanlaffy e, dall’altro, l’indirizzo epistemologico di Gregory Bateson.
Dal punto di vista più squisitamente clinico, i riferimenti più importanti sono rappresentati dalla Pragmatica della Comunicazione Umana del gruppo di Palo Alto, dalla Terapia Strutturale di Salvador Minuchin, dalla Terapia Strategica di J. Haley, dalla Terapia Strategico-Paradossale di Milton Erickson, dalla Terapia Strategico-Esperenziale di Carl Whitaker, dalla matrice trigenerazionale di Murray Bowen e di Ivan Boszmormenyi-Nagy.
Nella clinica, i terapeuti dell’Istituto, si avvalgono di metodi analogici e di oggetti che hanno valenza terapeutica, come gli oggetti fluttuanti (->libro: Gli oggetti fluttuanti) elaborati da Philippe Caillé e Yveline Rey, al fine di favorire un incontro emozionale e permettere al sistema relazione che chiede aiuto di ritrovare le risorse per avviare processi di auto guarigione. Nello stesso tempo si è attenti alla formazione personale del terapeuta, poiché egli co-costruisce con chi gli chiede aiuto, il processo di cambiamento, facendo tesoro del suo vissuto e delle sue risonanze che si amplificano dentro di lui e hanno un senso e una funzione non solo in rapporto alla sua storia personale, ma anche nei confronti del sistema terapeutico di cui fa parte, come ci ricorda Mony Elkaïm
Oggi trovano sempre maggiore spazio le integrazioni provenienti dagli studi della seconda cibernetica e i contributi provenienti dalla teoria delle relazioni oggettuali, dalla teoria dell’attaccamento e da alcuni indirizzi e tecniche del cognitivismo sistemico, dello psicodramma analitico, della Gestalt, dell’analisi transazionale, sino alle più recenti acquisizioni dell’approccio psicoanalitico (Kernberg e altri) e degli studi sui disturbi di personalità (L. Smith Benjamin).